Disastro Italia? In TV senz’altro…
Sarà che in questi giorni ho l’influenza, sarà che vengo da un mese di lavoro molto intenso, sarà che ieri ho guardato troppa televisione dopo mesi in cui nemmeno l’accendevo..
Sarà anche che mi tocca saltare la mini-vacanza a Monaco in questo ponte dell’Immacolata, però mi sono svegliato molto arrabbiato stamattina.
Tra telegiornali, giornali, trasmissioni politiche con (presunte) risse in diretta, alla fine mi sento come se il mio paese fosse alla deriva.
Attenzione, non voglio parlare dei soliti noti, di quelli ne parlano già abbastanza tutti i mezzi di (pseudo)informazione.. Parlo in generale della sensazione che provo da qualche anno vivendo in Italia.
Mi ricordo infatti quando ero in Francia, da dove guardavo la situazione in modo probabilmente più obiettivo: avvertivo la sensazione che il mio paese fosse allo sbando e che tanti di noi avessero scelto di andarsene, proprio perchè ritenevano insufficienti le possibilità che ci avrebbe offerto casa nostra per il futuro.
Poi sono tornato, ma in questi anni ho tentato di rimanere agganciato ad un modo più completo possibile di vedere la realtà… scoprendo che in Italia, dall’interno, mancano gli strumenti per farsi un’opinione obiettiva delle cose. E’ questo che mi fa pensare e arrabbiare: perchè tutto deve sempre finire in rissa? Perchè da noi non vi è certezza delle cose?
Spegnamo la TV per un momento, non compriamo il giornale e proviamo a camminare tra la gente: andiamo al mercato, al ristorante, al parco coi nostri figli! Smettiamola di chiuderci dentro una sensazione estrema di solitudine, di sconforto, di tristezza che diventa “cattiveria” quando si parla di argomenti sensibili (immigrazione, lavoro precario, politica).
Quello che ci propinano sugli schermi è spazzatura, sta a noi decidere di fruirne oppure no. E anche nel momento in cui accendiamo il nostro digitale terrestre, ricordiamoci che la verità lì non esiste. Dev’essere un diversivo.
Nonostante abbia avuto il dubbio in questi ultimi anni, non ho mai perso l’orgoglio di essere italiano e non soltanto quando ci sono i mondiali di calcio. Intendo dire che sento dentro di me i valori della mia nazione, intendo dire che canto l’inno e mi emoziono ancora quando lo sento, intendo dire che vado fiero di essere nato e cresciuto qui. La televisione, la politica tutta e l’immagine che diamo verso l’estero non mi rappresentano, perchè il popolo italiano non è quello ignorante e inetto che viene presentato al mondo.
Ecco perchè sono arrabbiato ma al tempo stesso felice: non mi interessa più quello che dicono gli altri, ma faccio il massimo nel mio piccolo, nel mio mondo. Vorrei tanto però che a rappresentarmi, ad “aiutarci”, ci fossero persone di un altro spessore morale, umano e perchè no anche politico. Un’informazione più sana, persone più responsabili e meno litigiose nella vita pubblica, meno chiacchiere e più fatti.
Molti mi diranno che sono un sognatore, non mi interessa. Sognare è il primo passo per guidare un cambiamento. Il secondo è non avere paura di dire quello che si pensa.
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