Ci stiamo giocando anche il WI-MAX?


In questi giorni si stanno valutando le offerte pervenute al Ministero delle Comunicazioni per l’assegnazione delle frequenze Wi-Max…

Vi starete chiedendo che cosa sia, vi riporto un estratto disponibile su Wiki:

WiMAX è una tecnologia di trasmissione senza fili d’accesso a banda larga, in grado di fornire elevate prestazioni, in termini di velocità di trasmissione di dati, a basso costo. La possibilità di essere utilizzato su qualsiasi tipo di territorio, a prescindere dalle caratteristiche geografiche (si possono utilizzare sistemi WiMAX, in tutti gli ambienti, dall’urbano al rurale), rende WiMAX competitivo sul mercato per ogni tipo di utenza (dall’azienda all’utente singolo). WiMAX è in grado di operare sia su bande di frequenza sottoposte a licenza (cioè porzioni dello spettro frequenziale assegnate in uso esclusivo dalle istituzioni governative preposte a enti e aziende, solitamente dietro compenso) che su bande “non licenziate” (cioè su frequenze per il cui utilizzo non vi è alcun pagamento). La tecnologia supporta velocità di trasmissione di dati condivisi fino a 70 Mbit/s in aree metropolitane, utilizzando una tecnologia che non richiede la visibilità ottica tra le stazioni. Secondo i proponenti di WiMAX questa ampiezza di banda è sufficiente per supportare simultaneamente almeno 40 aziende con connettività di tipo T1 e 70 abitazioni con connettività al livello DSL da 1 Mbit/s.

WiMAX ha un potenziale tale da consentire di allargare a molti milioni gli accessi ad Internet senza fili, proprio per il basso costo e la relativa facilità di implementazione della struttura: la copertura senza fili di WiMAX si misura in km², mentre la copertura Wi-Fi viene misurata in decine di m². Per questo motivo è una tecnologia che dovrebbe ridurre il digital divide. Le stazioni-base WiMAX dovrebbero riuscire a coprire intere aree metropolitane (secondo [2] una stazione base WiMAX potrebbe irraggiare connessioni Internet ad alta velocità verso abitazioni e aziende per un raggio di circa 50 km / 31 miglia) collocando ciascuna area entro una WirelessMAN e consentendo che all’interno di questa si realizzi una vera mobilità senza fili. I proponenti sperano che questa tecnologia nel giro di pochi anni venga adottata anche per i computer portatili e per i PDA. Occorre però precisare che il vero roaming a banda larga di tipo cellulare senza fili si baserà sullo standard 802.20, peraltro compatibile con WiMAX.

Come siamo messi con l’asta? Vi riporto un estratto da Kataweb online:

“Sono 179 le offerte iniziali arrivate al ministero delle Comunicazioni per l’assegnazione delle frequenze Wi Max, la banda larga senza fili.
Riscontrata l’impossibilità di assegnazioni dirette il ministero ha deciso che le frequenze saranno aggiudicate tramite un’asta.
“Sono pervenute 179 offerte iniziali valide per tutti i 35 diritti d’uso (14 macroregionali e 21 regionali/provinciali). Allo stato attuale non vi sono aree per le quali sia stato possibile procedere all’assegnazione immediata dei diritti d’uso e quindi si procederà ovunque alla fase d’asta coi miglioramenti competitivi”, è scritto in una nota del ministero.
Il ministero dice che “l’ammontare totale delle offerte migliori, pari all’introito della gara se l’intera procedura fosse terminata qui, è pari ad Euro 49.800.000″.
L’asta con i miglioramenti competitivi avrà inizio il 13 febbraio 2008 presso la sede del ministero delle Comunicazioni.
L’utilizzo dei sistemi di banda larga senza fili permette di coprire aree geografiche più difficilmente raggiungibili o attualmente poco remunerative per gli operatori. L’asta con i miglioramenti competitivi avrà inizio il 13 febbraio 2008 presso la sede del ministero delle Comunicazioni. L’utilizzo dei sistemi di banda larga senza fili permette di coprire aree geografiche più difficilmente raggiungibili o attualmente poco remunerative per gli operatori.. ”

Questa tecnologia permette di arrivare con servizi internet, telefonia e tanti altri anche in zone difficili da coprire con altri servizi attuali, per problemi geografici soprattutto. E’ una tecnologia a basso costo, può ridurre il divario digitale in tutta Italia e garantire accessi alla rete senza l’utilizzo del telefono fisso o dell’ADSL tradizionale…

Speriamo solo che come in tanti paesi, questo servizio di accesso venga dato gratuitamente… Ma siccome siamo in Italia e all’asta ha partecipato anceh qualche operatore di telefonia (caso unico al mondo se non sbaglio), direi che ce lo siamo già giocati…

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