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    Il miracolo cinese?

    In un articolo apparso oggi su PeaceReporter (Organi del Potere, di Luca Galassi) si racconta la storia di come in Cina da anni si pratichi l’espianto di organi ai condannati a morte, pur senza permesso da parte degli interessati.
    Ne parla l’ex medico militare cinese Wang Guogi, scappato negli USA alcuni anni fa ed ora sceso in campo contro il sistema repressivo cinese.
    Si sa che la Cina non brilla certo per i diritti dell’uomo, ma comunque i dettagli raccontati dal medico sono raccapriccianti. Si parla di vendita diretta da parte dello stato di pelle per creare cosmetici, cornee, reni ed altri organi.
    L’Italia e molti paesi europei tacciono, nessuno si batte per esportare i diritti civili in Cina, nessuno alza la bandierina per dire che è VERGOGNOSO il modo in cui vengono trattati i cinesi, che sono inconcepibili le condizioni in cui vivono e lavorano… Eppure molte aziende italiane hanno deciso di spostare la produzione in Cina negli ultimi 20 anni, abbassando i costi, lucrando sulla gente che moriva (e muore) nelle fabbriche, ma mantenendo invariati i prezzi dei prodotti finiti (con evidenti guadagni) in Europa. Però nessuno si è mai lamentato della concorrenza cinese, che di fatto era inesistente, soprattutto in Italia; nessuno ha cercato di cambiare la situazione dove faceva investimenti…. di fatto nello stesso tempo migliaia di dipendenti italiani rimanevano a casa, senza stipendio.
    Ora che i cinesi sono ben radicati nel nostro mercato, vendono direttamente i prodotti e si sono staccati dal sistema economico europeo, le aziende nostrane si sono lamentate, il governo ha parlato di DAZI, perchè la situazione economica di alcuni settori (soprattutto nel settore tessile e dell’abbigliamento) è in forte perdita.
    Ma NESSUNO ha parlato di DIRITTI CIVILI…. Eh già: se siamo in questa situazione è perchè i cinesi sono abituati a ritmi di “lavoro” ben diversi, dalle 70 alle 80 ore settimanali… in condizioni proibitive, fuori da ogni umana concezione.
    Invece di portare là le infrastrutture, avremmo dovuto esportare i diritti umani, le nostre conoscenze, cose per cui i nostri antenati hanno lottato duramente… invece oggi siamo qui a chiedere di tassarli, perchè sarebbero “loro” la rovina del nostro sistema capitalista….
    Il popolo cinese ha diritto ad un’esistenza più dignitosa, a diritti civili di cui al momento non gode, come testimoniato da Wang Guogi. Solo allora potremmo parlare anche di concorrenza leale sul piano economico.

    3 Commenti a “Il miracolo cinese?”

    1. B4ck scrive:

      Purtroppo ad esportare i diritti civili non si guadagna niente, mentre sfruttare questa loro situazione precaria a favore delle aziende nostrane ha aumentato nettamente i guadagni di queste aziende.
      E’ un mondo schifoso dove a nessuno interessa i problemi degli altri, l’unica cosa che interessa è trarre profitto e qualsiasi individuo non esiste a meno che non rientri in un piano di guadagno.
      Anche Bush e gli americani, parlano tanto di liberazione di certi paesi dai dittatori ecc… se è veramente questo il loro obiettivo xchè non vanno a sistemare questa situazione o non pongono fine alle guerre civili in africa o non attaccano la Korea che sta costruendo un arsenale atomico?
      Questo marcio marcio mondo…

    2. Eny scrive:

      Mi sento di consigliare questo libro “Quando sì significa no” di L. J. Brahm che descrive la cina industriale d’oggi dal punto di vista delle trattative d’affari.
      E’ un interessante spaccato sugli uomini d’affari cinesi e sulle grandi multinazionali occidentali.
      Propone senz’altro degli altri punti di vista che ovviamente un articolo così breve non può nemmeno far intravedere.

      visitate
      http://www.taolong.net

    3. Administrator scrive:

      Ciao Eny, grazie per il consiglio. In effetti il blog è fatto per dare degli spunti su argomenti molto più ampi. E’ indubbio che per approfondire argomenti così complessi servano maggiori informazioni e più tempo.
      Penso che leggerò il libro quanto prima.

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