Archive for Luglio 18th, 2005

Quando l’informazione è tendenziosa


Pubblico qui un articolo uscito oggi sul quotidiano L’Arena di Verona, in cui si racconta un fatto grave, relativo ad un’aggressione avvenuta questa notte nel centro della città.

Tifo & politica. Arrestati per lesioni gravi cinque militanti di estrema destra e denunciato un minore

Dal «lancio del fumogeno» alla «corsa con salto della transenna», dai canti e birra, per qualche supporter dell’Hellas la nottata, passando per un pestaggio a tre esponenti di sinistra in corso porta Nuova, è terminata dapprima in camera di sicurezza della Questura e poi in carcere a Montorio. Ma non solo tifosi (qualcuno riconoscibile perchè indossava la maglia dell’Hellas), all’aggressione con catene, cinghie, caschi e anche coltelli ha partecipato, secondo la polizia scaligera che è intervenuta in massa all’altezza di volto san Luca per bloccare l’aggressione e che ha identificato per il momento sei persone, un gruppo di una trentina di appartenenti all’area dell’estrema destra.
Un’aggressione con modalità terribili avvenuta alle 4 della notte tra sabato e domenica a cento metri da piazza Bra finita con tre feriti, cinque persone arrestate e un minorenne denunciato. Le generalità non sono state rese note (forse si conosceranno oggi) ma in carcere sono finiti F.P., classe 1981, e A.S. del 1982 entrambi di Perugia, il bolzanino M.C. di 23 anni, A.B. 22 anni di Isola della Scala, e M.B. del 1985 residente a Zevio. Denunciato invece G.M. veronese di 17 anni. Per tutti l’accusa formulata dal sostituto procuratore Maria Cristina Motta è lesioni gravi e danneggiamento (aggravati dal numero di persone) e porto illegittimo di armi.
Uno dei due esponenti di sinistra, Pasquale, è attualmente ricoverato in ospedale a borgo Trento a causa di diversi traumi alla testa, alle costole e la frattura della mandibola, lesioni provocate da calci, pugni e cinghiate. Luca, invece, accoltellato quattro volte, è stato medicato e poi dimesso: per lui un’ottantina di punti di sutura alla gamba - a causa di due fendenti profondi, uno dei quali ha sfiorato l’arteria femorale - una ferita al braccio e l’aggressore lo ha colpito anche alla base del collo, a pochi centimetri dalla giugulare. Un miracolo che sia sopravvissuto.
Una furia che non ha risparmiato nemmeno la fidanzata di Luca, gettata a terra e colpita con calci e cinghiate. Le altre due persone che erano sull’auto, la compagna di Pasquale e una ragazzina di nemmeno sedici anni, sono state «graziate» solo perchè qualcuno del gruppo avrebbe urlato «Le donne non si toccano». Ma le botte agli altri, le urla, i colpi sono proseguiti per interminabili minuti, fino all’arrivo delle Volanti, a cui si sono aggiunte pochi minuti dopo alcune auto della polizia municipale e dei carabinieri.
Le forze dell’ordine sono arrivate in massa, a sirene spiegate e gli agenti di polizia sono riusciti a bloccare, in mezzo al fuggi fuggi generale, cinque persone. Il sesto, risultato poi minorenne, è salito sullo scooter cercando di darsi alla fuga ma è stato bloccato poco distante da una pattuglia: nel vano portaoggetti aveva un coltello a serramanico, un manganello telescopico e una piccozza frangivetro.
Per terra i feriti, pesti e sanguinanti, sono stati soccorsi e affidati alle cure dei sanitari delle ambulanze giunte in corso porta Nuova. Tutt’intorno lo scempio, in mezzo alla strada la macchina su cui viaggiavano i cinque aggrediti, distrutta dai colpi. Perchè l’aggressione è iniziata così, con l’inseguimento dell’auto.
Poche ore dopo si è arrivati ad una prima ricostruzione di quanto era avvenuto in attesa degli sviluppi delle indagini affidate alla Digos, vista l’appartenenza delle persone coinvolte a gruppi politici antagonisti. Ma nella notte erano state eseguite alcune perquisizioni, una delle quali a casa del minore denunciato dove sono stati trovati due manganelli telescopici, una fionda professionale, numerose biglie in piombo e alcuni coltelli. Sequestrate anche una nocchiera in acciaio e una cintura con la fibbia sporca di sangue al ventenne di Zevio oltre a catene, cinghie e caschi utilizzati per colpire. Senza pietà.

L’autrice è Fabiana Marcolini, a cui vorrei solo suggerire di ripensare alla frase “facilmente riconoscibili poichè indossavano la maglia dell’Hellas”. Troppo spesso sport, politica e cattive abitudini vengono mischiate dai giornali, creando i fenomeni di massa che tanto sono cari agli editori. Trovo assurdo che si possa chiamare TIFOSO colui che picchia a sangue altre persone. La tifoseria del Verona, come quella della Lazio e di altre squadre troppo spesse associate a gruppi di estrema destra (o di estrema sinistra come altre squadre tosco-emiliane), sono composte perlopiù da gente normale e tifosi veri, che amano uno sport e la loro squadra. I facinorosi sono sempre esistiti, ma rappresentano la minima parte di una comunità, di una città. Mi domando: e su quella maglia ci fosse stato scritto “CHIEVOVERONA”? O se ci fosse stato scritto “Cambridge University”? Di cosa avremmo parlato, signora Marcolini? Di un semplice pestaggio, forse? La invito a recarsi allo stadio, qualche sabato (o domenica, speriamo) per vedere una partita dell’Hellas Verona, magari nel settore delle famiglie, o dei ragazzi diversamente abili che tutte le partite sono lì, a tifare la loro squadra del cuore. Tifoso non è sinonimo di razzista, o fascista, o comunista… Tifoso significa ben altro. Dando dei “tifosi” a quei delinquenti che hanno compiuto questo atto vergognoso, ha offeso migliaia di persone nel mondo che intendono lo sport come manifestazione di gioia, non di odio; le stesse che si dissociano dai BUUU e dagli atti osceni che questi vandali commettono. Tornando a quanto successo, è un fatto assolutamente sconcertante ed è giusto che i colpevoli paghino per quanto accaduto…. ma siano chiamati con l’appellativo che meritano.
Auguro infine a tutte le vittime dell’aggressione di rimettersi al più presto, ciò che hanno subito è tristissimo e siamo tutti dalla loro parte.